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Verso sud

Una bella nottata sulla spiaggia, cullati dal rumore del mare e con dolcini a colazione. Mamma e Papà mi stanno viziando. Eppure… altra acqua, stavolta l’umidità del mare. Sarò mai pulita e asciutta? Devono avermi letto nel pensiero: una bella doccia alla stazione di servizio e via verso sud! Prendiamo la strada lungo la costa, quasi vuota e selvaggia. E indovina un po’? Riusciamo perfino a incontrare alcuni compagni di sventura lasciati a Foum Zguid! Il mondo é piccolo…
Sabbia sull’asfalto: ci PIACEEEE. La strada attraversa wadi e baie che si aprono sul mare: acqua salmastra, scogliere, uccelli. Spero che lo “sviluppo” non trovi anche loro… E poi Naila, l’immenso sistema di lagune. Sembra impossibile che qui dietro ci sia già il deserto. Alcuni pescatori ci offrono un passaggio ma dobbiamo proseguire. Tarfaya é la nostra prossima meta. Ora sono Papà e Mamma che se la godono: carbonara e chiacchiere nel miglior campeggio in cui siamo stati.
Domani: DAKHLA. Ci sentiamo a casa!

 

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Come l’acqua nel deserto

Ok. Mi hanno fregata. Non può essere che così.
“Non preoccuparti, Pat. Fra poco basta pioggia: ti portiamo a sud, nel deserto, dove le tue gomme potranno restare all’asciutto per tutto il tempo che vorrai!”. Questo mi avevano detto prima di partire.
Ma allora come mai sta piovendo a secchiate da due giorni? E cosa sono questi? Fiumi che interrompono le strade? Nel deserto????? Per non parlare della tempesta di fulmini di stanotte. BBBBRRRRRR. E così ci tocca stare qui, nel mezzo del nulla, tre strade su tre interrotte dagli wadi che sono esondati…
Ehm…. signori… Sicuri di non aver sbagliato strada un’altra volta?!!!!!

 

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Deserto! Papà ha detto Deserto!!!!

Dopo aver passato colline, la foresta dei cedri ed essere andati su e giù per le montagne, eccoci finalmente pronti per un bel tratto di Deserto.
Mamma mi ha guidato fino a Merzouga e mentre ci avvicinavamo il paesaggio é cambiato completamente, gli alberi e il verde sono spariti improvvisamente per lasciar spazio a colori sorprendenti!
Siamo arrivati all’Erg Chebbi, un deserto incredibile con alte dune circondate da una hamada di pietre nere – e la cosa bella é che finalmente é bello caldo e secco (38°C) ma acc.. mi sa che ho qualcosa che non va. Ho iniziato a perdere un po’ dalla pompa dell’acqua e soffro un po’ queste temperature. Per fortuna Ahmed, il nostro nuovo amico del luogo nonchè guida fidata, ci ha assicurato che fra due giorni mi coccoleranno per bene in una bella beauty-farm di Zagora.
Abbiamo passato un pigro pomeriggio nel quale papá, mamma e Ahmed hanno bevuto un sacco di wiskey marocchino (the alla menta) e poi siamo andati un un bell’alberghetto per la notte – il giorno dopo ero pronta! Un po’ di liquido di raffreddamento e via! Un giro lento intorno al Chebbi e finalmente la sabbta! Le mie ruote giravano un po a vuoto ma poi papà ha capito (grazie a Dio) come guidarmi sulla sabbia. Abbiamo passato un sassosissimo deserto nero e poi vicini vicini al confine con l’Algeria dove ci siamo fermati in una bella oasi – acqua, palme, capre… beeeellloooo. Ma tempo di tornare in cittá, il vento ha iniziato a rinforzare e la visibilitá é diventata quasi nulla. Per fortuna Ahmed conosce ogni palmo del posto e così in poco tempo eccoci a casa sani e salvi. Devo ammettere che mamma era un po’ preoccupata 😛 …
Peró il meglio deve ancora venire… Merzouga – Zagora su 250 km di pista, un tracciato utilizzato dai mezzi veloci della famosa Parigi-Dakar (noi siamo ce la siamo presi con calma e ci siamo goduti il viaggio 🙂 Incredibile, scenari così diversi che si aprivano sotto le mie ruote, hamada con rocce, tolle ondulé (che a noi non ci piace PROPRIOPERNIENTE – iotelodico), laghi secchi – da tanto ma non per molto – su cui ho potuto correre a tutta velocità (questo ci piace PROPRIO UN SACCO) e chiazze di sabbia, piccole dune dove sono stata abbastanza veloce da galleggiare e procedere con un buon passo. Che giornata! La ricorderò per tutta la vita! Poi il vento é aumentato ma finalmente siamo arrivati a Zagora. Ahmed ci ha portato alla beauty-farm “Chez Ali racing”, il posto migliore della cittá, e dopo un paio di chiacchiere e di altri wiskey marocchini abbiamo deciso di iniziare il trattamento di bellezza il giorno dopo. Ora é tempo per una buona nanna.
Grazie mamma e papá… Mi sono davvero divertita. Ma grazie anche ad Ahmed. Mi sentivo un po’ persa quando  non si vedeva più niente ma lui sapeva perfettamente dove andare 🙂

 

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