Archivi categoria: generale

Bagno di sabbia

Si è vero, è un po’ che non scrivo 🙂 È che tra un giretto e l´altro ci prende la pigrizia!

Abbiamo passato due giorni davvero belli, difficile raccontare tutto ma tre sono le cose che rimarranno belle chiare a lungo nella nostra memoria.

Giorno 1. Seguendo una vecchia pista della Parigi-Dakar su una hamada sconfinata e  sassosa siamo arrivati al letto – oramai secco – di un grande ouadi. Una patch di sabbia molle ci separa dall’altra sponda – a dirla tutta è meglio che la brutta acquina che abbiamo trovato a Foum Zguid 🙂 🙂
Ci fermiamo per andare a piedi a vedere dei tumuli preislamici. Ci facciamo una passeggiata piacevole. Ci sono delle grandi e vecchie acacie – sono incredibili, piegate e modellate dal vento dopo anni e anni di dura vita sono ancora lì ad accogliere uccelli, farfalle o qualsiasi altra forma vivente in cerca d´ombra. È qui che incontriamo due dromedari: mamma e “piccolo” di circa un anno sono allo stato brado, nessun marchio, nessuna clip all’orecchio, niente… Probabilmente si sono persi prima di essere marchiati e vivono nel loro ambiente naturale. Con pazienza e sussurrando alla femmina la mia guida si avvicina e le accarezza il naso… avevamo giá visto dromedari nel deserto ma questi, da soli in quella situazione, mi hanno proprio colpito.
Proseguiamo il nostro giro e finalmente ci fermiamo per il campo. Qualche ora di meritato riposo.

Giorno 2. Facendo un ampio giringiro ci ritroviamo sulla sponda sud dello ouadi di ieri e dobbiamo attraversare. Papà ripassa le manovre di guida nella sabbia. Abbiamo già sperimentato la mia abilità nel procedere da sola nella sabbia: prima ridotta, diff-lock on, via il piede dalla frizione, dolcemente e senza accelerale – e mi inizio a muovere nei solchi creati da qualcuno non molto tempo fa. Procedo…. è il momento che tutti scendano e mi alleggeriscano. Papà mi cammina di fianco, muovendo dal finestrino lo sterzo di tanto in tanto per darmi sicurezza e la direzione principale… io faccio il resto. Inizia una salita… non ce la faccio… mi fermo… dobbiamo tornare indietro e cercare un´altro passaggio.
È qui che proviamo il passaggio dello ouadi incontrato ieri. Ci fermiamo poco prima, guardiamo, controlliamo la sabbia, quei solchi che corrono come dei binari. Una volta messe le mie ruote dentro dobbiamo seguirli fino alla fine. Un sospirone… 1, 2, 3 … diff-lock… prendiamo velocità e inizio a correre sui binari. La sabbia molle aumenta, rallento, non riesco a procedere… mi fermo. 🙁 Papà mette le ridotte, in prima prova di nuovo a partire ma la sabbia è moto soffice…
Beh, la faccio breve: ho fatto il bagnetto nella sabbia 🙁
I signori hanno deciso quindi di fermarsi per pranzo sotto una di quelle belle e ospitali acacie e riposare prima di iniziare a spalare e tirarmi fuori! Dopo pranzo si valuta il da farsi. Mi sollevano una ruota alla volta, mi sgonfiano le gomme… sono di nuovo in “piedi”! Riproviamo ma non riusciamo ad avanzare sulla salita… chiediamo alla nostra guida di prendere il volante e di tirarci fuori e lui con fare deciso ci porta al di là dell´ostacolo 🙂 Lo sguardo mio e di Papà è quello di Al-ḥamdu lillāh (Grazie Signore Grazie) Tutta arte che entra, abbiamo imparato tanto e soprattutto siamo usciti dalla sabbia 🙂 🙂 !!!

Non potrò mai dimenticare gli occhi di quel pastore. Anziano, la pelle arsa dal sole, il saluto Salaam-Alaikum  (la pace sia su di voi). Le rughe sul viso svelate solo quando si é tolto il turbante. Ci ha chiesto dell’acqua e dell’acqua ha ricevuto. I suoi occhi brillavano increduli. Non solo due europei (e un cane) alle 2.30 del pomeriggio, su una Land Rover, gli hanno dato dell’acqua in mezzo al deserto ma… l’acqua era fredda! Una luce si è accesa, non poteva far trapelare, non ha detto nulla ma si capiva che è stato un qualche cosa di particolare, quasi mistico. Mi immagino che torni al suo campo e provi a raccontare agli amici. Nessuno che gli crede e l’acqua che nel frattempo è diventata calda 🙂
Penso che per tutti noi questo sia stato il miglior momento della giornata… Forse dell’anno! Uno sguardo così intenso di gratitudine, una pace interiore nel gesto di donare l’acqua… sono queste le cose che mi fanno venire voglia di stare laggiù (nel deserto) sempre di più…

 

Per unirti alle avventure di Pat: www.dakhla-rovers.com

Ciao! Mi chiamo Pat!!!

Sono nata a Solihull, in UK, il 12 novembre 1999. C’è voluto un po’ prima che potessi iniziare a gironzolare per la campagna tedesca (era febbraio 2000). Nel 2011 il caso mi ha portato in Olanda, in effetti un po’ noioso per me – sono un Land Rover! Sono nata per un terreno più complesso! Ma a dirla tutta … é stato proprio lì che ho finalmente trovato la mia nuova famiglia – E L’ADORO!

Le cose hanno iniziato a cambiare piano piano, si prendono cura di me e mi stanno rimettendo in forma come si deve. Non ho piú infiltrazioni di acqua (ok… quasi piú 😛 ) e con calma ma con fermezza hanno deciso che era giunta l’ora di farmi mettere le ruote sulla sabbia e sulle rocce del deserto. Così, dopo una lunga preparazione, eccomi ad Aprile a muovere i miei primi passi in Africa – FANTASTICO!!!

Il Marocco é stata una grande esperienza – finalmente niente pioggia ma colline, curve, montagne, passi, hamade, reg, dune, sabbia… bellissimo da nord a sud, da est a ovest. Ero felice ma ecco che in un attimo mi hanno dovuto riportare nella pioggia d’Olanda…

Peró… Non é finita qui! Buone notizie – ci muoviamo, attraversiamo la Germania, la Svizzera, l’Italia… mamma mia non potete nemmeno immaginare, di nuovo un bel posto, caldo – ehm in effetti un pó troppo piovoso per i miei gusti accidenti – ma non doveva essere estate??? OOOKKK… non importa, si tratta solo di una breve pausa – vogliono che torni presto sulle strade polverose, sulla sabbia, sulle dune, sulle rocce… Si torna in Africa!!!

Partiremo presto, ci sono stati ancora un pó di preparativi e siamo finalmente pronti. Una grande nave ci aspetta a genova ma a dirla tuta preferirei starmene sul ponte superiore con la mia famiglia – non ci piace niente quel brutto garage nella pancia del traghetto. Io voglio sentire il mare, guardarmi intorno, ascoltare i racconti degli altri signori e delle loro auto, raccontare loro le mie.

Sapete che c´é? Se non posso stare sul ponte superiore – va bene (Beh, insomma…). Ma posso raccontarle a voi, le nostre storie su questo viaggio lento, una nuova esperienza di vita e di avventura.

“Il più lentamente possibile, veloce quanto serve”, off road e nella vita 🙂

 

Per unirti alle avventure di Pat: www.dakhla-rovers.com